LA GAIA SCIENZA NIETZSCHE PDF

Nietzsche: la gaia scienza. In effetti qui ricorrono la maggior parte dei temi della filosofia di Nietzsche. Quando Nietzsche parla di uomini superiori, a chi sta pensando? Gli uomini superiori non sono semplicemente dei re, degli uomini di una classe sociale elevata. Si pensi agli artisti, erano forse degli uomini razionali? In questa seconda opzione quanti filosofi rientrerebbero?

Author:Gosida Momuro
Country:Lebanon
Language:English (Spanish)
Genre:Video
Published (Last):27 December 2004
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Nietzsche: la gaia scienza. In effetti qui ricorrono la maggior parte dei temi della filosofia di Nietzsche. Quando Nietzsche parla di uomini superiori, a chi sta pensando? Gli uomini superiori non sono semplicemente dei re, degli uomini di una classe sociale elevata. Si pensi agli artisti, erano forse degli uomini razionali? In questa seconda opzione quanti filosofi rientrerebbero?

Ma cosa hanno di tanto malvagio questi nobili? Solitamente si pensa che la distruzione non serva alla conservazione della specie e che gli sia nociva, ma su questo ci si sbaglia: per creare bisogna prima distruggere. Questi mutamenti presupponevano uomini malvagi e distruttori. Oggi questi uomini sono degli anticristi, ieri lottavano contro altro. Infatti, quando parla degli uomini superiori si riferisce a loro sempre con un "noi", ossia io e loro. In effetti, chi con la ragione e la coscienza si innamorerebbe di una donna, dandogli anima e corpo, per passione?

Questo dipende da cosa si intende per male. Il proletariato vede la borghesia come dei succhiatori di sangue, come dei vampiri. Come sfruttatori, tuttavia, Nietzsche non considera la borghesia neanche lontanamente vicina agli uomini superiori a cui si riferisce. In particolare, egli fa spesso riferimento alla classe dei cavalieri. Nel secondo libro della Gaia scienza in un passaggio sulla poesia, Nietzsche rivela il carattere apollineo della poesia, in quanto la poesia nasce per dare ritmo e ordine.

A Nietzsche, tuttavia, non interessa la morte di Dio in quanto tale, ma le sue conseguenze. Che cosa rimane dopo la morte di Dio? In generale Nietzsche vede chiaramente una contraddizione tra i principi della logica classica e la natura o il mondo sensibile. La logica, sostiene Nietzsche, impone uguaglianze laddove non ci sono. Che effetti avrebbe la morte di Dio sulla morale? Tolto Dio, non ci sono peccati. Molti uomini, tuttavia, come si vede nello Zarathustra, rimarranno per molto tempo ancora uomini gregari: saranno gli ultimi uomini.

Cerco Dio! Ha paura di noi? Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? Che mai facemmo per sciogliere questa terra dalla catena del suo sole? Via da tutti i soli? Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla? Non alita su di noi lo spazio vuoto? Non dobbiamo accendere lanterne la mattina? Dello strepito che fanno i becchini mentre seppelliscono Dio, non udiamo ancora nulla?

Non fiutiamo ancora il lezzo della divina putrefazione? Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Con quale acqua potremmo lavarci?

Quali riti espiratori, quali sacre rappresentazioni dovremmo inventare? Non dobbiamo anche noi diventare dei, per apparire almeno degni di essa? Cacciatone fuori e interrogato, si dice che si fosse limitato a rispondere invariabilmente in questo modo: "Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?

Diogene doveva essere un folle agli occhi degli altri, infatti era un uomo che viveva di poco, abitava una botte e mangiava lenticchie con le mani. Dopo segue una scena che potrebbe ricordare quella di Zarathustra di fronte alla folla, nei suoi famosi tre discorsi. Questi atei ridono e si fanno beffe del folle.

Tuttavia, ad un certo punto, il discorso cambia completamente. Il folle, come Zarathustra, sta testando le persone, vuole capire se hanno ricevuto il messaggio, se sanno e se non sanno, se sono pronte per il suo messaggio. Gli uomini hanno ucciso Dio, ma ancora non lo sanno. Tra queste immagini spicca il riferimento al Sole. In fondo Nietzsche parla sempre di questo sorpassare se stessi.

Gli atei lo guardano stupiti: non se lo aspettavano? Il passaggio si chiude con il folle che, non curante, canta parole blasfeme in chiesa. Le chiese, osserva il folle, sono i sepolcri di Dio: le sue tombe. La morte di Dio, dice Nietzsche, da inizio ad una storia superiore. Nietzsche confessa di aver avuto una simile intuizione sul lago di Silvapiana in Svizzera.

Il concetto di eterno ritorno rappresenta un modo particolare di vedere il tempo secondo il quale passato e futuro coincidono strettamente. Alcuni pensano questo tempo come un tempo circolare.

Se io voglio la mia vita come se dovesse ripetersi infinite volte in ogni suo dettaglio, allora io amo la mia vita. Nietzsche crede che la sofferenza umana sia sopportabile se si riesce ad accettare la propria vita. Se non lo si vuole veramente, allora diventa una semplice buffonata. Noi conosciamo bene il nostro passato, ma non il nostro futuro, dunque non sappiamo nemmeno il contenuto della nostra vita, ossia cosa dovremmo amare.

Nel quarto libro della Gaia scienza Nietzsche osserva questo: ogni evento che ci capita non poteva non succedere, ma proprio per questo, ogni cosa che accade torna a nostro vantaggio.

Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda che ti porresti ogni volta in ogni caso: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte? Esattamente come quando facciamo un incubo e sentiamo qualcosa che ci opprime, ma ancora non abbiamo trovato la via di fuga verso il risveglio. Prima di quel momento conviene ricordarci questa domanda: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?

La morale in Nietzsche Nietzsche parla spesso di un tempo in cui erano i nobili a dettare cosa fosse bene e cosa fosse male. Questa forma di dominio, tipica dello stoicismo, contrappone la ragione alle passioni. Questa distinzione tra la ragione e le passioni attraversa tutta la filosofia.

Nietzsche pensa che non esista questa opposizione e che i filosofi si sbagliano, in quanto credono che tutto il pensiero sia cosciente. Esiste il pensiero inconscio, questo lo aveva detto Nietzsche anni prima di Freud.

Ma se esiste il pensiero inconscio, allora passioni e ragione non sono sempre opposti e distinti. Ogni volta che agisce in questo modo, come illustra Kant , reca danno al proprio ego, ossia agisce contro se stesso. Infatti le leggi morali sono i principi stessi, le quali non poggiano che su se stesse. Con questo, tuttavia, Nietzsche non condanna la scienza. Il passaggio tratta della critica alla morale, per affermare che per creare nuovi valori bisogna essere dei fisici, visto che chi ha difeso la morale ignorava la fisica.

Noi non abbiamo investigato abbastanza a fondo noi stessi, per questo troppo superficialmente ci fidiamo della nostra coscienza. Nietzsche condanna quella morale che fa della propria legge una legge universale. Egli dice: guardate quanto sono egoisti costoro! E mascherano persino il loro imperativo categorico come una forma di altruismo! Nietzsche, piuttosto, sostiene che ognuno dovrebbe darsi la propria legge. Pubblicato da.

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Nietzsche, da "Umano, troppo umano" alla "Gaia scienza"

Nietzsche ha recuperato la salute ed esprime nel suo scritto una visione matura del mondo umano, un distacco composto. Vi й una radicale critica in generale del pensiero scientifico, cui viene rimproverato il tentativo di spiegare tutto col nesso di causa ed effetto. Per raggiungere questo stato di gaiezza bisogna abbandonare la morale corrente, porsi liberi al di lа del bene e del male e quindi staccarsi da parecchie cose, ma per far questo occorre acquisire una condizione di leggerezza: e Nietzsche paragona questo stato a quello della "danza". La prima domanda che й bene porsi per costruire una gaia scienza й se i cosiddetti valori morali siano segno di impoverimento o di pienezza della vita. Cerco Dio!

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Nietzsche, la gaia scienza

O meglio, di cosa Nietzsche stia veramente parlando. Nel suo periodo maturo Nietzsche si concentra su quella specifica forma di sapere ancora legata al dogmatismo meccanicistico, le cui basi riposano nel dualismo tra forza e materia [4] — e solo su quella. Per una nuova contestualizzazione Le conclusioni che seguono queste brevi osservazioni vanno nel senso di una riconsiderazione del rapporto di Nietzsche con la scienza. Nietzsche, Opere, Adelphi, Milano sgg. Campioni nella sua Nota a M.

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