JUAN PABLO II SALVIFICI DOLORIS PDF

Esto sucede, como es sabido, en diversos momentos de la vida; se realiza de maneras diferentes; asume dimensiones diversas; sin embargo, de una forma o de otra, el sufrimiento parece ser, y lo es, casi inseparable de la existencia terrena del hombre. La Sagrada Escritura es un gran libro sobre el sufrimiento. Se puede decir que el hombre sufre, cuando experimenta cualquier mal. Esta pregunta parece inseparable, en cierto sentido, del tema del sufrimiento. La respuesta cristiana a esa pregunta es distinta de la que dan algunas tradiciones culturales y religiosas, que creen que la existencia es un mal del cual hay que liberarse. El cristianismo proclama el esencial bien de la existencia y el bien de lo que existe, profesa la bondad del Creador y proclama el bien de las criaturas.

Author:Malami Grotaur
Country:France
Language:English (Spanish)
Genre:Music
Published (Last):7 April 2008
Pages:257
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La sofferenza umana desta compassione, desta anche rispetto, ed a suo modo intimidisce. Come si vede, non si tratta qui solo di dare una descrizione della sofferenza. Una certa idea di questo problema ci viene dalla distinzione tra sofferenza fisica e sofferenza morale. Questo interrogativo sembra, in un certo senso, inseparabile dal tema della sofferenza.

Questo mondo della sofferenza, diviso in molti, in numerosissimi soggetti, esiste quasi nella dispersione. Il mondo della sofferenza possiede quasi una sua propria compattezza. Cercheremo anche di seguire un tale appello nella presente riflessione.

Si pensi, infine, alla guerra. Parlo di essa in modo speciale. Egli perde i beni, i figli e le figlie, ed infine viene egli stesso colpito da una grave malattia.

E lo fa in base alla propria opinione. Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani, e il suo bestiame abbonda sulla terra. E se il Signore acconsente a provare Giobbe con la sofferenza, lo fa per dimostrarne la giustizia.

La sofferenza ha carattere di prova. Tali radici trascendentali del male sono fissate nel peccato e nella morte: esse, infatti, si trovano alla base della perdita della vita eterna. La missione del Figlio unigenito consiste nel vincere il peccato e la morte. Egli vince il peccato con la sua obbedienza fino alla morte, e vince la morte con la sua risurrezione.

Il male, infatti, rimane legato al peccato e alla morte. Similmente avviene quando si tratta della morte. E al tempo stesso ammaestrava, ponendo al centro del suo insegnamento le otto beatitudini, che sono indirizzate agli uomini provati da svariate sofferenze nella vita temporale. Cristo va incontro alla sua passione e morte con tutta la consapevolezza della missione che ha da compiere proprio in questo modo.

Le Scritture dovevano adempiersi. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. E nello stesso tempo questo Figlio consostanziale al Padre soffre come uomo. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte?

Cristo soffre volontariamente e soffre innocentemente. Tuttavia, un punto definitivo diventa qui la preghiera nel Getsemani. Di questo parla il Carme del Servo sofferente in Isaia. A loro tempo, di questo parleranno i testimoni della Nuova Alleanza, stipulata nel sangue di Cristo.

Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! Ogni uomo ha una sua partecipazione alla redenzione. Operando la redenzione mediante la sofferenza, Cristo ha elevato insieme la sofferenza umana a livello di redenzione. I testi del Nuovo Testamento esprimono in molti punti questo concetto. La partecipazione stessa alla sofferenza di Cristo trova, in queste espressioni apostoliche, quasi una duplice dimensione.

I testimoni della passione di Cristo sono contemporaneamente testimoni della sua risurrezione. Agli occhi del Dio giusto, di fronte al suo giudizio, quanti partecipano alle sofferenze di Cristo diventano degni di questo Regno. Cristo ci ha introdotti in questo Regno mediante la sua sofferenza. E anche mediante la sofferenza maturano per esso gli uomini avvolti dal mistero della redenzione di Cristo.

Coloro che sono partecipi delle sofferenze di Cristo sono anche chiamati, mediante le loro proprie sofferenze, a prender parte alla gloria. Paolo esprime questo in diversi punti. Il motivo della sofferenza e della gloria ha la sua caratteristica strettamente evangelica, che si chiarisce mediante il riferimento alla Croce ed alla risurrezione.

La sofferenza di Cristo ha creato il bene della redenzione del mondo. In questo modo, con una tale apertura ad ogni umana sofferenza, Cristo ha operato con la propria sofferenza la redenzione del mondo.

La sofferenza sembra partecipare in un qualche modo alle caratteristiche di questa natura. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo! Cristo ha vinto il mondo definitivamente con la sua risurrezione; tuttavia, grazie al rapporto di essa con la passione e la morte, ha vinto al tempo stesso questo mondo con la sua sofferenza. Cristo conserva nel suo corpo risorto i segni delle ferite della Croce sulle sue mani, sui piedi e nel costato.

Mediante la risurrezione egli manifesta la forza vittoriosa della sofferenza, e vuole infondere la convinzione di questa forza nel cuore di coloro che ha scelto come suoi Apostoli e di coloro che continuamente sceglie ed invia.

Se il primo grande capitolo del Vangelo della sofferenza viene scritto, lungo le generazioni, da coloro che soffrono persecuzioni per Cristo, di pari passo si svolge lungo la storia un altro grande capitolo di questo Vangelo.

Lo scrivono tutti coloro che soffrono insieme con Cristo, unendo le proprie sofferenze umane alla sua sofferenza salvifica. In essi quindi si compie il Vangelo della sofferenza e, al tempo stesso, ognuno di essi continua in un certo modo a scriverlo: lo scrive e lo proclama al mondo, lo annuncia al proprio ambiente ed agli uomini contemporanei.

Egli trova quasi una nuova misura di tutta la propria vita e della propria vocazione. Con la sua sofferenza sulla Croce Cristo ha raggiunto le radici stesse del male: del peccato e della morte. Ciascuno si chiede il senso della sofferenza e cerca una risposta a questa domanda al suo livello umano.

Cristo, infatti, non risponde direttamente e non risponde in astratto a questo interrogativo umano circa il senso della sofferenza. Per mezzo della mia Croce. La scoperta del senso salvifico della sofferenza in unione con Cristo trasforma questa sensazione deprimente. Quanto spesso proprio ad essi ricorrono i pastori della Chiesa, e proprio presso di essi cercano aiuto ed appoggio!

Gli si fece vicino, La parabola del buon Samaritano appartiene al Vangelo della sofferenza. Essa indica, infatti, quale debba essere il rapporto di ciascuno di noi verso il prossimo sofferente. Tuttavia, il buon Samaritano della parabola di Cristo non si ferma alla sola commozione e compassione. Aiuto, in quanto possibile, efficace. In esso egli mette il suo cuore, ma non risparmia neanche i mezzi materiali.

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Carta apostólica - Salvifici Doloris del Sumo Pontifice Juan Pablo II

La sofferenza umana desta compassione, desta anche rispetto, ed a suo modo intimidisce. Come si vede, non si tratta qui solo di dare una descrizione della sofferenza. Una certa idea di questo problema ci viene dalla distinzione tra sofferenza fisica e sofferenza morale. Questo interrogativo sembra, in un certo senso, inseparabile dal tema della sofferenza. Questo mondo della sofferenza, diviso in molti, in numerosissimi soggetti, esiste quasi nella dispersione. Il mondo della sofferenza possiede quasi una sua propria compattezza. Cercheremo anche di seguire un tale appello nella presente riflessione.

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Salvifici doloris

These words seem to be found at the end of the long road that winds through the suffering which forms part of the history of man and which is illuminated by the Word of God. These words have as it were the value of a final discovery, which is accompanied by joy. For this reason Saint Paul writes: "Now I rejoice in my sufferings for your sake" 2. The joy comes from the discovery of the meaning of suffering, and this discovery, even if it is most personally shared in by Paul of Tarsus who wrote these words, is at the same time valid for others. The Apostle shares his own discovery and rejoices in it because of all those whom it can help—just as it helped him—to understand the salvific meaning of suffering. The theme of suffering - precisely under the aspect of this salvific meaning - seems to fit profoundly into the context of the Holy Year of the Redemption as an extraordinary Jubilee of the Church. And this circumstance too clearly favours the attention it deserves during this period.

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Pero, a la vez, el libro demuestra con toda claridad que los principios de este orden no se pueden aplicar de manera exclusiva y superficial. Esta pregunta ha sido dada por Dios al hombre en la cruz de Jesucristo. Pues Era sensible a todo sufrimiento humano, tanto al del cuerpo como al del alma. Y al mismo tiempo este Hijo de la misma naturaleza que el Padre, sufre como hombre.

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