ARGONAUTICHE APOLLONIO RODIO PDF

Presto giunse da Pelia, per prendere parte al banchetto che il re celebrava in onore di Posidone suo padre e degli altri dei: ma di Era Pelasga non ebbe pensiero. Siano le Muse ministre del canto. Narrano che egli ammaliasse col suono dei canti le dure rocce dei monti e le correnti dei fiumi. E venne, lasciando la ricca Girtone, Corono, figlio di Ceneo, un prode guerriero, ma non migliore del padre.

Author:Akiktilar Ferr
Country:Liechtenstein
Language:English (Spanish)
Genre:Photos
Published (Last):21 April 2005
Pages:255
PDF File Size:5.51 Mb
ePub File Size:1.85 Mb
ISBN:299-6-93112-386-1
Downloads:14722
Price:Free* [*Free Regsitration Required]
Uploader:Tygomuro



Presto giunse da Pelia, per prendere parte al banchetto che il re celebrava in onore di Posidone suo padre e degli altri dei: ma di Era Pelasga non ebbe pensiero. Siano le Muse ministre del canto.

Narrano che egli ammaliasse col suono dei canti le dure rocce dei monti e le correnti dei fiumi. E venne, lasciando la ricca Girtone, Corono, figlio di Ceneo, un prode guerriero, ma non migliore del padre.

Vennero poi da Argo Taleo ed Areo, i due figli di Biante, ed il forte Leodoco: a loro diede la vita Pero, figlia di Neleo, per cui sofferse gravi fatiche il nipote di Eolo, Melampo, nelle stalle di lficlo.

Andava in sua compagnia il giovinetto Ila, il suo valoroso scudiero; portava le frecce e custodiva il suo arco.

Dopo di lui venne Nauplio, discendente del nobile Danao: era figlio di Clitoneo, che era figlio di Naubolo, e Naubolo a sua volta di Lerno, e Lerno sappiamo che era figlio di Preto, e Preto di Nauplio. Fu ultimo Idmone, tra quanti abitavano Argo, e venne, pure sapendo dagli uccelli il proprio destino, per non perdere nulla della sua fama gloriosa tra il popolo.

E venne Augia, che la fama diceva figlio del Sole; regnava sugli Elei, orgoglioso della sua ricchezza, ma forte era il desiderio di vedere la terra dei Colchi, ed Eeta in persona, Eeta, il signore dei Colchi. Anche il figlio di Eneo si mosse da Calidone e raggiunse gli eroi, il forte Meleagro, e con lui Laocoonte, Laocoonte, fratello di Eneo per parte di padre, ma una schiava lo diede alla luce. Pertanto lui pure fu accolto tra tutti gli eroi, accrescendo la gloria di Giasone. Tanti compagni si radunarono dunque attorno al figlio di Esone.

Neppure in sogno ho pensato che la fuga di Frisso avrebbe portato a me tanto male". Ma Giasone la confortava, rivolgendosi a lei con dolci parole, e le disse: "Madre mia, non nutrire dentro di te un dolore eccessivo; non puoi tu con le tue lacrime tenere il male lontano, ma solo aggiungere ancora dolore sopra dolore.

Rimani qui tranquilla in casa, con le tue ancelle, e non venire alla nave: saresti un tristissimo augurio. Ma lui, dal posto dove sedeva, stese la destra e disse: "Che nessuno mi dia questo onore; io non voglio accettarlo e a chiunque altro impedirei di levarsi in piedi a sua volta. Ma colui che ci ha qui radunati, quello sia il nostro capo". Ora dunque rendiamo onore a Febo coi sacrifici, e prepariamo subito il pranzo. E sulla riva, costruiamo intanto un altare in onore di Apollo, il dio che protegge gli imbarchi, che mi ha promesso nei suoi vaticini di mostrarmi le strade del mare e di esserci guida, se con sacrifici in suo onore daremo inizio alle nostre fatiche per il re Pelia".

Ma quando ebbero preparato tutto con ogni cura, per prima cosa tirarono a sorte i banchi dei rematori, due uomini per ogni banco. Ma quello di mezzo lo riservarono ad Eracle, e, tra gli altri compagni, ad Anceo, che abitava la rocca di Tegea. Solo a loro, senza sorteggio, lasciarono il banco centrale.

Tu dunque conduci alla meta la nave, con i compagni incolumi, e poi al ritorno in terra di Grecia. Vieni, signore dei dardi, e accetta il sacrificio che prima di ogni altro ti offriamo per un imbarco felice. Disse, ed i giovani, udendo i suoi vaticini, godevano del loro ritorno, ma li prese il dolore per il destino di Idmone. Quello che pensi dillo in mezzo a noi tutti. Disse, e reggendo la coppa con ambo le mani, bevve il vino pretto, soave, e bagnava di vino le labbra e la barba scura.

Si dice che un tempo inveirono contro gli dei i figli di Aloeo, cui tu non potresti eguagliarti in coraggio; eppure furono uccisi dalle veloci saette del figlio di Leto, per quanto fossero forti". Poco dopo, secondo il rito, mescolarono le libagioni in [onore di Zeus, e, ritti in piedi, le versarono sopra le lingue ardenti, e poi nella notte si concedettero il sonno. Diedero un grido terribile il porto di Pagase ed Argo stessa, figlia del Pelio, che li incitava a partire.

Gli eroi, saliti sui banchi in fila, gli uni dopo gli altri, come prima avevano tratto a sorte, sedettero, ciascuno al suo posto in ordine, con accanto le armi. Brillavano come fiamme le armi al sole, mentre la nave procedeva, e biancheggiava sempre la lunga scia dietro a loro, come spicca un sentiero in mezzo alla verde pianura.

Accanto a lui, la moglie teneva in braccio il piccolo Achille, il figlio di Peleo, e lo mostrava a suo padre. Dopo avere fissato le sartie alle tavole con caviglie ben levigate, corsero tranquillamente oltre il lungo capo Tiseo. Per loro il figlio di Eagro intonava un canto armonioso sulla sua cetra e celebrava la nobile Artemide, figlia di Zeus, che veglia sopra le navi, e protegge le rocce marine e la terra di Iolco. Qui, verso sera, sbarcarono per il vento contrario, e nella notte gli resero onore bruciando carni di pecora; il mare, gonfio, infuriava.

Restarono fermi due giorni su quella spiaggia; al terzo misero in mare la nave, levando in alto la sua grandissima vela. E tuttavia guardavano spesso la vasta distesa del mare, chiedendosi con angoscia quando verrebbero i Traci.

In mezzo a loro, Issipile portava le armi del padre. Non sapendo che fare, correvano senza parola, tale era il terrore sospeso sopra di loro. Disse, e sedette sul trono di pietra del padre. Guardandoli, avresti fatto silenzio, ingannato dalla speranza di udire da loro parole assennate, e in quella speranza per lungo tempo si sarebbe fissato lo sguardo.

Questo fu il dono della dea Tritonide, Atena. Nella destra prese la lancia infallibile che un giorno gli diede Atalanta in dono ospitale, incontrandolo amica sul Menalo. Allora le serve gli aprirono le porte doppie, fornite di forti battenti, e subito Ifinoe lo condusse, attraverso il ricco vestibolo, ad uno splendido seggio, di fronte alla sua signora.

Presero dunque in odio le mogli legittime, e cedendo alla folle passione le cacciarono via dalle case, e divisero il letto con quelle schiave di guerra, sciagurati! Torniamo ciascuno alla patria, e lui lasciamolo tutto il giorno nel letto di Issipile, che popoli Lemno di figli e ne abbia gran fama".

Saputolo, le donne corsero a loro. E il figlio di Esone, profondamente commosso, rispose: "Issipile, possa quello che hai detto compirsi per il [volere divino, ma tu di me abbi una migliore opinione. Presero i remi in mano, sedendo in fila, e Argo sciolse le gomene da uno scoglio battuto dal mare.

Alle loro spalle soffiava fortissimo Noto, e spiegando ad esso le vele, gli eroi si gettarono nelle ardue correnti di Elle. Lasciata Dardania, si spinsero sino ad Abido, costeggiarono poi Percote e la riva sabbiosa di Abarnide, e la sacra Pitiea.

Costruirono un altare ad Apollo, dio degli sbarchi, sulla riva del mare, e si presero cura dei sacrifici. Anche a lui sulle guance la peluria fioriva appena, e non aveva avuto in sorte la gioia dei figli nella sua casa; ignorava ancora i travagli del parto la sua sposa, Clite dai bei capelli, figlia di Merope. Oltre, non seppe rispondere. Si chiama strada di Giasone quella che essi percorsero. Sbarcarono in piena notte: Sacra si chiama ancor oggi la pietra alla quale gettarono in tutta fretta le cime.

Gli altri tremarono, e cedettero, come colombe che fuggono in stormo dagli sparvieri veloci. Piansero e si strapparono i capelli tre giorni interi tutti insieme gli eroi e i Dolioni.

Poi per tre volte con le armi di bronzo girarono attorno al defunto, lo seppellirono in una tomba e secondo il rito celebrarono i giochi sul Piano Erboso, dove ancor oggi sta il monumento che anche le genti future vedranno. La sua morte la piansero anche le Ninfe dei boschi, e di tutte le lacrime versate a terra dai loro occhi, le dee fecero una sorgente che chiamano Clite, e serba glorioso il nome della sventurata.

Non si presero cura di macinare il frumento: vivevano mangiando solo cibi non cotti. Subito dopo si levarono aspre tempeste per dodici giorni e dodici notti, ed impedirono loro di mettersi in mare.

Da allora e per sempre i Frigi onorano Rea con le trottole e con i tamburi. Venivano in amicizia, e come amici li accolsero i Misi, abitanti di quella regione, ed offrirono ad essi secondo i loro bisogni, cibi, bestiame e abbondanza di vino.

Quindi alcuni raccolsero legna secca, altri portarono dai prati un grande raccolto di foglie, su cui coricarsi, ed altri ruotavano i legni per accendere il fuoco; altri ancora mescolavano il vino dentro i crateri e preparavano il pranzo; ma prima, al calar della sera, sacrificarono a Febo, il dio che protegge gli sbarchi. Stava Teodamante aprendo il maggese con un aratro, afflitto dal dolore, ed Eracle venne e gli impose di consegnargli un bue per arare, contro sua voglia.

Ma questo mi porterebbe lontano dal mio cantare. Ed essi salirono con grande slancio, e tirarono le ancore, e raccolsero tosto le gomene. Ma che serve parlare? No, non abbiate rimpianto.

Per lui gli altri errarono e furono abbandonati". Furono lieti gli eroi: e Telamone corse con grande slancio da Giasone, e gli prese la mano nella sua mano, e gli disse abbracciandolo: "Non essere irato con me, figlio di Esone, se mi [sono lasciato accecare dalla stoltezza.

Ma il grande dolore mi ha spinto a parole superbe e oltraggiose. Disperdiamo nel vento la colpa, e torniamo ad essere amici, come eravamo in passato". E spero che anche in difesa di me contro un altro tu verresti a contesa, se mai qualcosa di simile avesse a [succedermi". E quelli scelsero i primi giovani del loro popolo e glieli diedero in pegno, prestandogli giuramento che non si sarebbero mai stancati di ricercarlo.

Videro un ampio lembo di terra che sporgeva dal golfo, e remando approdarono al levarsi del sole.

BRITTEN HYMN TO ST CECILIA PDF

argonautiche

Uomini e donne di tutte le epoche si sono affaticati per dipingere i loro profili in maniera autonoma. Comunque sia, bisogna ricordare che non sempre gli autori si gettano nella corrente, o almeno tentano di deviarne il galoppo. Le Argonautiche: la vicenda Ci troviamo una generazione prima delle vicende omeriche legate alla guerra di Troia. Giasone raggruppa una serie di guerrieri tra cui vanno citati almeno i Dioscuri ; Laerte, padre di Ulisse ; Peleo, padre di Achille ; Telomone, padre di Aiace pronti a salpare sulla nave Argo. Le guerriere di Lemno Molti sono gli incontri e gli scontri cui deve far fronte la ciurma.

BIRKENBIHL ENGLISCH FR FORTGESCHRITTENE PDF

Apollonio Rodio e Argonautiche

.

MAPTEK VULCAN MANUAL PDF

Argonautiche

.

BEDDING THE BEAST DOREEN DESALVO PDF

Le Argonautiche di Apollonio Rodio: la svolta dell’epos

.

Related Articles